Lievitati

Sfincione palermitano

Non chiamatelo pizza né pane: lo sfincione è lo sfincione“.

Questo titolo, che ho trovato qui , con una descrizione che mi è proprio piaciuta e che di seguito farò un po’ mia, mi ha davvero colpita perché in due parole racchiude tutto!

 

 

Non c’è foto che possa mai rendere la bontà di questo piatto e credetemi sulla parola: non potete immaginarne il sapore godurioso né con cosa sia condito. Questa è una ricetta che non va solo letta, va assolutamente provata!!

 

 

E’ uno dei miei piatti forti, nonché il piatto preferito di mio marito che ne va letteralmente ghiotto.

E’ super buono e, come già vi dissi una volta, pur non amando creare in chi legge aspettative, in questo caso è più forte di me: lo Sfincione palermitano è troppo buono e dovete, dico dovete, provarlo!

 

Il sugo di pomodoro è dunque l’ingrediente principale e dà vita ad una prelibata salsa alle cipolle che, accompagnata da altri sapori tipici della mia terra, diventa semplicemente superlativa.
Per questo motivo quando Enrica Panariello di Chiarapassion.com ha lanciato il suo contest “Il Pomodoro italiano si veste di Gusto” non ho avuto dubbi sulla ricetta che avrei proposto: ecco il mio “Sfinciuni” (così in siciliano) tutto per voi, una ricetta della mia terra a me molto, molto cara.
Oggi vi faccio quindi un dono prezioso, abbiatene cura e sappiate farne un buon uso! Ci conto!

 

Cos’è lo Sfinciuni?
E’, insieme alle panelle e alle crocchè, il simbolo più importante della cultura del “cibo di strada” palermitano, un equivalente siciliano della pizza napoletana.
E, per meglio descriverlo, mutuo le parole dell’articolo di cui vi parlavo sopra.
La parola Sfincione deriverebbe dal latino spongia – spugna – o dall’arabo “sfang” – frittella – riferendosi all’impasto poroso dalla consistenza, appunto, spugnosa.
La sua pasta, a metà tra pane e pizza, lievitata ad arte, conferisce caratteristica identità alla mollica, morbida, alta e soffice.
La versione più famosa è quella palermitana dove l’ingrediente base è la salsa di pomodoro , a Bagheria invece è “bianca” essendo condito solo con sarde salate, cipolla, formaggio e olio.
Quello preparato in casa e nei panifici è fatto con le acciughe, il pomodoro, le cipolle, il caciocavallo, il pangrattato e l’origano, per portare in tavola un po’ di vera atmosfera siciliana.
Quasi impossibile da trovare lontano da Palermo e dintorni, si dice che lo sfincione originale, prodotto artigianalmente proprio come una volta, sia quello degli ambulanti nei pressi di Porta Sant’Agata.
Basta seguire le grida dei venditori per trovare il punto esatto: “Chi cciàvuru! Càvuru, càvuru!” ovvero ”Che profumo! Caldo, caldo” o “Scaisi r’uogghiu e chin’i pruvulazzu” che tradotto significa “Scarso di olio e pieno di polvere” e che fa riferimento alla qualità del cibo (se lo sfincione fosse condito con più olio risulterebbe poco soffice e il sapore non sarebbe lo stesso; la “polvere” fa invece riferimento alla consistenza compatta del suo condimento).

Pronti per gridare anche voi “Chi cciàvuru! Càvuru, càvuru!” ?

Per renderlo Fashion di gusto, per dirla “alla Enrica”, e per rendere speciale l” ‘impiattamento” – così come vuole il contest – servitelo a quadrotti, che infilzerete con stuzzicadenti “cake topper” creando così dei finger food sfiziosi, golosi e carini da presentare durante un buffet per un aperitivo o un antipasto.
Se non avete gli stuzzicadenti “cake topper” li potrete facilmente realizzare in casa: avrete bisogno solo di normali stuzzicadenti e di cartoncini colorati che ritaglierete delle forme più varie e che andrete ad incollare all’estremità di ognuno (create ad esempio un doppio cuore o un doppio triangolo-bandierina e incollateli tra loro in cima allo stuzzicadenti).

 

Volete un’altra idea per servirli in un modo ancora più dolce?
Utilizzate una teglia a forma di cuore e il vostro Sfincione diventerà un piatto unico perfetto per una romantica cena a due!
Ecco a voi lo Sfinciuni “fashion di gusto”!

 

Ingredienti per 4 persone
(una teglia rettangolare grande o due medie)
Per l’impasto:
  • 500 gr farina Manitoba (in mancanza farina di semola di grano duro)
  • 290 ml acqua
  • 25 gr strutto (in mancanza 3 cucchiai di olio)
  • 1 cubetto lievito birra o 1 bustina lievito in polvere
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero

Per la salsa:

  • 1 litro di passata di pomodoro
  • 1 cipolla grande
  • acciughe sott’olio
  • 400 gr circa di caciocavallo, per me ragusano semistagionato (ma va bene anche quello stagionato)
  • pangrattato
  • origano
  • olio
Sciogliete il lievito in 50 ml di acqua tiepida (presa dal totale), aggiungete il cucchiaino di zucchero e lasciate riposare qualche minuto.
Procedete a fare il normale impasto per la pizza con la impastatrice oppure , se lo fate con le mani, amalgamate la farina con l’acqua, il composto di lievito, il sale e lo strutto e lavoratelo bene per circa 10 minuti.
Mettete a lievitare l’impasto all’interno di un contenitore coperto dentro il forno spento con la luce accesa per circa un’ora fino al suo raddoppio.
Uscite l’impasto lievitato dal forno e stendetelo sulla teglia unta di olio.
Rimettete a lievitare, sempre nel forno spento con luce accesa, per un’altra ora.

Preparazione della salsa alle cipolle
Durante la doppia lievitazione preparate la salsa.
Ricoprite con olio il fondo di un tegame e mettetevi la cipolla tagliata a mezzelune sottili e fatela appassire (se del caso aggiungete man mano un poco di acqua) .
A questo punto aggiungete 5 filetti di acciughe, fateli sciogliere per un paio di minuti e poi versate la passata di pomodoro con un poco di acqua (quella che vi servirà per ripulire la bottiglia).
Regolate di sale (non esagerate: considerate che nello sfincione ci sono le acciughe e il formaggio che risultano salati) e fate addensare la salsa per circa 20 minuti, mescolando di tanto in tanto.Preparazione dello Sfincione.
Mettete sopra la pasta le acciughe a pezzettini (tante e vicine) , il caciocavallo tagliato a scaglie grosse (tenendone da parte un poco che avrete grattugiato a fili), metà della salsa con le cipolle, un po’ di pangrattato e l’origano.
Infornate a 220° statico – ripiano intermedio – per circa 20 minuti.
A questo punto uscite dal forno, ricoprite con la restante salsa, ancora un po’ di pangrattato, il caciocavallo grattugiato e un filo di olio.
Infornate sotto il grill per un altro paio di minuti….sfornate…e ora potete assaporare questa goduria!!
E mi raccomando….fatemi sapere!!!

 

 

 

Per chi vuole saperne di più sullo “Sfinciuni” guardi anche qui  ; per la ricetta invece mi sono ispirata ad un blog Il Cuore in Pentola di una bravissima ragazza palermitana, Maria Bonaccorso.

Con questa ricetta partecipo al contest “Il Pomodoro italiano si veste di Gusto” di Chiarapassion in collaborazione con La Fiammante.

 

Felice weekend
Serena

Se provate le mie ricette sarà un onore per me per cui mandatemi la foto via e-mail oppure, se pubblicate la foto su Instagram o su Facebook, usate l’hashtag #petitpatisserieblog o inviatemele tramite Direct (se avete un profilo privato su Instagram) così le potrò vedere, condividere sui social ed inserire nel blog alla pagina Vos Plats!

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